sabato 8 maggio 2010

Omicidio Calvi, ancora senza movente né assassini


7 maggio 2010 www.rainews24.rai.it 
Per il pm Tescaroli lo hanno ucciso due volte. Così commenta la sentenza della Corte d'Assise d'appello di Roma di ieri nella quale, per insufficienza di prove, sono stati assolti come in primo grado Calò, Diotallevi e Carboni. Calvi fu trovato impiccato sotto il ponte dei Frati neri a Londra nel 1982.

Il Pm: Calvi ucciso due volte
"La sentenza di oggi, pur assolvendo gli imputati, conferma che Roberto Calvi è stato assassinato. La sentenza va rispettata in quanto espressione di democrazia ma
bisogna riflettere perch‚, nella prospettiva dei familiari del banchiere, questa pronuncia uccide due volte Calvi".

Cosa ha detto il pm Luca Tescaroli dopo la sentenza della corte d'assise d'appello che ha confermato l'assoluzione, per insufficenza di prove, di tutti gli imputati.
Il magistrato, che è stato applicato anche per il processo di seconda istanza, ha aggiunto: "Ricordiamo che i congiunti di Calvi hanno dovuto attendere 18 anni prima che venisse riconosciuto il reato di omicidio. Ora valuteremo se presentare
ricorso in Cassazione: leggeremo le motivazioni di una sentenza che comunque convalida il lavoro fatto".


Parla uno degli imputati
"E' stato un errore giudiziario. Sono piu' che mai convinto che Roberto Calvi si sia suicidato". Dopo la conferma, anche in secondo grado, dell'assoluzione per il delitto
dell'ex presidente del Banco Ambrosiano, parla a 'Radio 24' Flavio Carboni, uno dei tre imputati. "Dopo 28 anni, non ci si abitua a sentirsi vomitare addosso accuse orrende", commenta a Radio 24.

La prima corte d'assise d'appello di Roma ha confermato l'assoluzione per l'imprenditore di origine sarda Flavio Carboni, Pippo Calo' ed Ernesto Diotallevi, imputati di concorso in omicidio volontario premeditato in relazione alla morte di Roberto Calvi, l'ex presidente del vecchio Banco Ambrosiano trovato impiccato sotto il Ponte dei Frati Neri, a Londra, il 18 giugno del 1982.


Tutti assolti per insufficienza di prove
In aula, al momento della sentenza letta dal presidente Guido Catenacci dopo oltre tre ore di camera di consiglio, c'era soltanto Ernesto Diotallevi. Calo', detenuto
ad Ascoli Piceno, era collegato in videoconferenza. Assente, invece, Carboni che pure aveva seguito tutte le udienze del processo d'appello.

La sentenza e' stata emessa dopo due ore di camera di consiglio dal primo collegio presieduto da Guido Catenacci. La sentenza di oggi conferma, quindi, quella emessa in primo grado il 6 giugno 2007. Il rappresentante dell'accusa, Luca Tescaroli, aveva chiesto la condanna all'ergastolo dei tre imputati per l'omicidio dell'ex presidente del Banco Ambrosiano trovato impiccato sotto il ponte dei Frati Neri. Dalla vicenda
erano gia' usciti di scena, con sentenza di assoluzione passata in giudicato, Silvano Vittor e Manuela Kleinzing. L'accusa per Carboni, uomo d'affari, Calo', ex cassiere della mafia, e Diotallevi, gia' coinvolto in indagini sulla banda della Magliana (solo quest'ultimo era in aula oggi) era quella di aver organizzato la morte di Calvi, in concorso tra loro e con altri non ancora identificati, avvalendosi delle
organizzazioni criminali di tipo mafioso "per punirlo di essersi impadronito di notevoli quantitativi di denaro appartenenti alle organizzazioni criminali".

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